Si è conclusa martedì 19 Maggio la settimana di Ricerca che ha visto i membri dello Staff dell'Oasi WWF Policoro-Herakleia affiancare i docenti delle Università di RomaTre e Firenze, in attività di studio, rispettivamente sulle comunità vegetali alofile e sulla genetica di popolazione delle Emys orbicularis, specie indagata dai responsabili del Centro policorese in collaborazione con la SHI (Societas herpetologica Italica).

Tutto ha avuto inizio venerdì 8 Maggio, quando il gruppo di ricerca dell'Università di RomaTre, con 18 studenti e 4 docenti del corso di laurea specialistica in Conservazione degli Ecosistemi Costieri, è stato ospite del Centro WWF di Bosco Pantano.

Affiancati dal dott. Cirelli Gianluca, biologo della struttura policorese, gli studenti e i docenti di Roma hanno censito e monitorato le spiagge policoresi, determinandone lo stato di conservazione e le biocenosi presenti, simulando transetti di ricerca volti a comprendere le differenze tra l'ottimo lavoro di ripascimento della duna costiera fossile e l'evoluzione del medesimo ecosistema naturale sul versante nord orientale della Riserva.

A seguito di 3 giorni intensi di Ricerca, effettuata sia in ambienti costieri che all'interno del Bosco Igrofilo, gli studenti e i docenti hanno voluto ringraziare lo Staff dell'Oasi con una donazione a favore degli animali stabulati al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), con l'augurio di trascorrere ancora insieme questi importanti momenti di formazione interdisciplinare e aprire le porte ad una convenzione tra l'Ateneo romano e il Centro policorese.

Neanche una settimana dopo, l'università di Firenze, rappresentata dal Prof. Ciofi Claudio, docente di Genetica di popolazione, ha usufruito dell'ospitalità del Centro policorese, per affrontare il delicato tema in merito alla conservazione della specie palustre Emys orbicularis.

Tale specie, censita lo scorso anno dall'Oasi WWF Policoro-Herakleia per conto della SHI, è stata monitorata nell'arco di due giorni consecutivi, all'interno dei canali di bonifica della Riserva, con l'utilizzo di nasse da pesca e prelievo di campioni ematici per l'analisi genetica.

Affiancati da Remo e Andrea, del WWF di Pignola e Matera, il Prof. Ciofi e i ricercatori dell'Oasi (la dott.ssa Ottone e il dott. Cirelli), hanno raccolto campioni da un numero pari a 62 individui di testuggini palustri, marcati e successivamente rilasciati in acqua,"Estremamente formativo e interessante" - il commento dei ricercatori dell'Oasi, che hanno anche questa volta ricevuto un'ottima formazione in campo da esperti di fama internazionale, e dati più significativi sulla presenza della suddetta specie all'interno dell'Oasi.

In attesa di riscontro sui dati raccolti, tutti i partecipanti si sono dati appuntamento al prossimo incontro, con la speranza di aver aperto ulteriormente la porta ad un'attenta collaborazione tra gli organi di Ricerca e le Oasi WWF.