"Matusalemme", la 99esima tartarughina a nascere, mentre prende il largo.

L’affascinante vicenda è cominciata il 27 giugno presso Cassano allo Ionio, con il ritrovamento di una grossa Tartaruga mentre deponeva le sue preziose uova ed ha tessuto i suoi sviluppi durante tutto l’arco dell’estate. Fondamentale il ruolo del Centro Tartarughe Marine e C.R.A.S. di Policoro (Centro Recupero Animali Selvatici provinciale) che ha monitorato tutto il periodo di incubazione, fino al momento in cui l’ultima tartaruga ha raggiunto il mare.

Lo stupore di residenti e turisti è stato così tramutato  in consapevole ammirazione per un mondo animale e marino  che, troppo spesso, viene erroneamente immaginato in lontane spiagge tropicali.

Tutto è iniziato la sera di Venerdì 27 giugno 2014 quando il sig. Fausto Garofalo, che pescava tranquillamente lungo la spiaggia cassanese, all’imbrunire avvista un’ombra che si trascinava con fatica sulla spiaggia. Richiamato dagli insoliti rumori e dagli "sbuffi" che la Tartaruga emetteva mentre risaliva dal mare, il pescatore si è trovato di fronte ad un enorme esemplare di Caretta caretta che lentamente si posizionava  e cominciava lo scavo e la preparazione della "fiasca di deposizione". Allertato il sig. Angelo Di Pinto, guardiano notturno del vicino lido Adria, assieme hanno potuto testimoniare  un evento a cui stavano assistendo per la prima volta nella loro vita: una femmina di tartaruga marina  stava deponendo un centinaio di uova davanti ai loro occhi! Contattata la Capitaneria di Porto di Corigliano, l'Ufficiale Cuscito Giuseppina ha comunicato l'emergenza al Responsabile del Centro Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro (sig. Antonio Colucci) che, coordinandosi con il Responsabile della Guardia Costiera di Trebbisacce (nella persona del Sottoufficiale Lanza Rosario), ha consentito il tempestivo intervento del personale WWF presso il  tratto di costa oggetto della segnalazione.

Arrivati sul posto, l’equipe dell’Oasi WWF ha provveduto a rilevare tutti i dati relativi alla nidificazione e a predisporre il primo presidio di vigilanza sul nido. Il giorno dopo, sabato 28 giugno, grazie alla collaborazione tra il WWF Italia e l’Università della Calabria, i responsabili del Centro WWF Policorese e del progetto TARTACare Calabria organizzano le successive attività di presidio e salvaguardia del sito di nidificazione. 

Individuato con certezza la camera di deposizione e messo definitivamente in sicurezza il nido, è stata assegnata la cura dello stesso allo staff di biologi marini dell’Oasi WWF di Policoro (dott. Gianluca Cirelli, dott.ssa Margherita Acs, dott. Claudio Arca e la laureanda Francesca Catucci) ed alla dott.ssa Erika Ottone (Responsabile Veterinario del C.R.A.S. Provinciale di Matera). Dopo aver predisposto un piano di controllo e vigilanza del sito, in accordo con la Protezione Civile di Sibari (G.E.R.A.) ed il personale TARTACare (nella persona della dott.ssa Patrizia Rima e con il contributo del dott. Salvatore Golia), hanno organizzato un ulteriore periodo di monitoraggio alla ricerca della stessa femmina che avrebbe potuto deporre anche più volte nello stesso areale.

Per circa due mesi si è provveduto a presidiare il sito notte e giorno, ed al 50° giorno di incubazione (il 16 agosto) avviene ciò che da tempo si aspettava: la formazione di un "imbuto" nella sabbia in corrispondenza della fiasca di deposizione. Di solito l’incubazione dura dai 45 agli 80 giorni, a seconda del variare delle temperature esterne, ed i tempi osservati rientrano appieno nella media dei dati riguardanti le schiuse avvenute lungo le coste italiane. Ma il vero stupore è avvenuto durante la notte del 18 agosto, alle ore 23:05, con il fuoriuscire della prima tartarughina, apripista per le successive 30 nate tutte assieme quella notte. Sotto il controllo del personale presente, la popolazione del luogo, paziente e ordinata lungo i bordi del “corridoio di lancio” con l’aiuto dei volontari del G.E.R.A. e dei ricercatori, ha potuto così assistere al magico evento che avviene oramai da 70 milioni di anni, ma che ha rappresentato per la costa settentrionale calabrese una conferna quale importante areale per la nidificazione e luogo ideale per la ricerca. Le nascite hanno poi continuato per altre 7 notti consecutive (fino al 25 agosto), portando i numeri di nuove tartarughine marine nate all’incredibile numero di 99.

Dopo aver aspettato per altre 3 notti dall'ultima tartaruga schiusa (come da protocollo), si è provveduto all’apertura della camera di deposizione all’alba del 30 agosto da parte della dott.ssa Patrizia Rima per TARTACare coadiuvata dal personale WWF (Erika Ottone, Francesca Catucci, Margherita Acs e Claudio Arca) e dal dott. Salvatore Golia. Durante la procedura di scavo è avvenuta l’ultima delle sorprese: una piccola tartarughina nata da poco che cercava di farsi strada tra le decine e decine di gusci che ostruivano l’uscita! Il tempestivo intervento dell’equipe scientifica ha evitato il peggio, e “Matusalemme” cosi battezzata, è stata condotta sulla battigia, dove ha coperto il breve tratto che lo separava dal mare in maniera del tutto autonoma.

Così si è concluso uno degli avvenimenti più importanti per i ricercatori dell’Oasi WWF nella stagione 2014, confermando un corretto piano di monitoraggio e studio di questi splendidi abitanti del mare, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini e testimoni di tempi ancestrali.

L’unione di intenti da parte del WWF Italia, tramite l’Oasi di Policoro ed il Progetto Tartarughe Marine, e l’associazione TARTACare Calabria, si basa sull’esperienza pluriannuale delle due istituzioni, la cui missione principale è lo studio e la protezione degli habitat in cui vivono le tartarughe marine. Come testimoniato dai ricercatori TARTACare, le coste meridionali italiane sono un crogiuolo di deposizioni da parte delle Caretta caretta, che in queste zone trovano l’ambiente ideale a cui affidare il futuro della propria specie. Il tratto nordoccidentale del Mar Ionio è stato finora poco studiato, anche se in possesso di testimonianze di deposizioni e schiuse avvenute negli ultimi decenni.

Il piano di monitoraggio, concepito quest’anno dal dott. Cirelli, ha garantito la quasi totalità del tratto di competenza dell’Oasi WWF, che va da Punta Fiumenica in Calabria a Punta Prosciutto in Puglia. Tramite molteplici transetti di diversi chilometri ciascuno, è stata monitorata un’area molto ampia attraverso camminate mattutine e divulgazione presso le strutture balneari, bagnanti e pescatori locali, in modo da ampliare al massimo le persone coinvolte nel piano di sensibilizzazione.

Tale impegno ha prodotto i suoi frutti, dato che il coinvolgimento nell’eccezionale ritrovamento del nido a Cassano allo Ionio è dovuto, almeno in parte, alla diffusione del materiale informativo distribuito lungo la costa durante le attività di monitoraggio anche nei pressi del Lido Adria (adiacente la zona di deposizione).

La vicenda si configura come una conferma per il mondo scientifico che può così attuare tutti gli studi del caso, ed un “valore” per la cittadina calabrese utile per una futura promozione turistica finalizzata non solo alla balneazione ma al valore aggiunto che la conservazione e la natura incontaminata può dare a quel tratto di costa di per se già incantevole. I pochi fortunati testimoni di un’esperienza unica e forse irripetibile per molti, potranno vantarsi nella loro vita di aver assistito sicuramente ad una delle meraviglie che la Natura ci regala da sempre.

La scoperta e gestione del nido, le operazioni di protezione e la molteplicità dei dati raccolti, sono tesori preziosi da condividere coscienziosamente con la società, in quanto capaci di smuovere le coscienze e di coltivare la speranza che tali miracoli possano ancora accadere e stupire.

Il Responsabile dell’Oasi WWF di Policoro, sig. Antonio Colucci, ringrazia di cuore tutti i collaboratori, i volontari e le persone che hanno dato il loro contributo affinché questi piccoli animali potessero nascere, compiendo ancora una volta il miracolo della vita.

Per la Guardia Costiera: Guardiamarina Cuscito Giuseppina (Capitaneria di Porto di Corigliano)

Per la Capitaneria di Porto: Maresciallo Lanza Rosario (delegazione di Trebisacce) 

Per il progetto Tartacare: il Prof. Mingozzi Antonio, il dott. Golia Salvatore (responsabile LIPU) e la dott.sa Patrizia Rima (esperta Tartacare).

Per la Protezione Civile di Sibari (G.E.R.A.): Gina, Damiano, Massimo, Silvio, Carmela, Maurizio, Domenico, Giovanni, Davide, e Roberto.

Per il WWF di Policoro: la dott.sa Margherita Acs, il dott. Claudio Arca e il dott. Gianluca Cirelli  (biologi marini); dott.sa Erika Ottone (Medico Veterinario); Francesca Catucci (laureanda in scienze biologiche con esperienza pluriennale in tartarughe marine) e tutti i volontari dell'Oasi: Chloe Barnett, Romeo Heres, Tiziana Marcias, Marco Preziuso, e la famiglia Mussini con Giacomo, Antonio, Martina e Simone.