l Centro Recupero Animali Selvatici dell'Oasi WWF di Policoro partecipa al Progetto Tartarughe Marine, che il WWF Italia conduce grazie alla rete di Centri presenti lungo la costa italiana, quale progetto di interesse comunitario per la salvaguardia e la tutela delle tartarughe marine Caretta caretta. Il Centro policorese, si occupa, inoltre, dal 2008 di ricerca e monitoraggio di ovodeposizioni nella fascia di litorale compresa tra Palagiano e la foce del fiume Sinni, interessando parte della costa del golfo e le regioni Calabria, Basilicata e Puglia, in collaborazione con il Dipartimento di Ecologia dell' Università della Calabria.

Le attività di indagine puntano a verificare la distribuzione delle tartarughe lungo la costa jonica lucana e nel Golfo di Taranto, includendo anche eventuali attività di nidificazione. Quest'ultimo obiettivo sarà attuato attraverso un programma triennale di monitoraggio di tutto il settore costiero, coordinato dall'équipe della Università della Calabria, la cui esperienza pluriennale nel settore reggino costituisce ormai un punto di riferimento a livello nazionale. Queste tematiche sono considerate prioritarie per la conservazione delle tartarughe marine sia in ambito globale che mediterraneo.

Cinque gli obiettivi del Progetto Tartarughe Marine :

la riduzione della mortalità tra le tartarughe marine spiaggiate o recuperate accidentalmente;

il recupero e la reintroduzione in natura di individui in cattivo stato di salute catturati da pescherecci o rinvenuti spiaggiati;

la quantificazione del tasso di cattura e del tasso di mortalità delle tartarughe;

attività di sensibilizzazione tra i pescatori professionisti, le istituzioni locali e la popolazione al problema della conservazione delle Caretta caretta;

l'avvio di un programma di monitoraggio esaustivo finalizzato ad accertare la presenza di Caretta caretta lungo la costa jonica e, in particolare, in quei settori costieri che, per caratteristiche morfologiche, possono costituire tuttora aree di più o meno regolare ovodeposizione della specie nella regione.

Le attività saranno sviluppate grazie alla partecipazione di volontari (studenti universitari e laureati) interessati a contribuire al monitoraggio, nonché grazie alla collaborazione degli specialisti dell'Università della Calabria.

A conclusione del primo anno di monitoraggio, si è potuto assistere, nell'agosto del 2008, ad una schiusa, a Cassano allo Jonio, e ci sono stati numerosi interventi di recupero e soccorso di esemplari di Caretta caretta.