Grande partecipazione per il Turtle Day di Policoro, con moltissima gente desiderosa di conoscere il Progetto Tartarughe del WWF e partecipare attivamente alla salvaguardia di questa specie così a rischio.

La consegna delle benemerenze

La giornata policorese è iniziata presso il Museo Naturalistico Provinciale dove sono state illustrate le peculiarità del Progetto Tartarughe. Tra i relatori, il responsabile dell'*Oasi WWF* di Policoro, Antonio Colucci, rappresentanti della Capitaneria di Porto, i veterinari della Asl di Matera, dottori Leonardo Persiani e Nicola Larocca.Tra i pubblico ragazzi provenienti da tutta Italia che, in questi giorni, stanno partecipando al Campo Avventura organizzato all'interno dell' Oasi e incentrato sulla sostenibilità del turismo. A conclusione sono stati consegnati alcuni attestati di benemerenza a quanti, tra le Istituzioni, hanno partecipato attivamente alla salvaguardia delle testuggini di mare.

La manifestazione si è conclusa in riva allo Jonio, con la liberazione di Carlotta, un esemplare di Caretta caretta ospitato presso il Cras, Centro Recupero Animali Selvatici dell' Oasi WWF di Policoro, unica struttura riconosciuta che offre assistenza agli animali in difficoltà, tra cui le tartarughe marine provenienti dall'arco jonico compreso tra Taranto e Corigliano Calabro. Il rettile liberato è stato soccorso alcuni mesi fa nel litorale antistante Taranto; dopo i controlli di routine, effettuati presso la Clinica Veterinaria dell' Università di Bari) l'animale è stato ricoverato nella struttura jonica. Ora la liberazione: un momento di grande emozione per adulti e bambini, affascinati da una piccola tartaruga che, dopo tante peripezie, ha finalmente ritrovato il mare.

la liberazione di Carlotta

Il Turtle Day è stata la grande conclusione della Turtle Week, che ha interessato molti dei Paesi impegnati nella conservazione delle tartarughe marine in tutto il mondo, dalla Malesia alla Turchia, dal Senegal all' India e all' America Latina. Lungo le coste italiane del centro-sud, mostre, incontri pubblici con i pescatori, feste a tema sulla spiaggia e liberazioni degli esemplari curati nei centri di recupero hanno portato all'attenzione di tutti l'importanza di tutelare una specie simbolo dei nostri mari e degli oceani, tuttora quotidianamente minacciata dall'impatto con le attività umane e in particolare dalla pesca accidentale, che cattura ogni anno solo in Italia almeno 20.000 esemplari di cui probabilmente il 30% non sopravvive.