Il WWF sarà domani, mercoledì 15 luglio,  accanto ai cittadini, alle associazioni e agli amministratori che sfileranno a Policoro contro le attività di ricerca petrolifera  che a breve potrebbero partire nel mare Ionio.

 

Il WWF ha sempre sostenuto la propria contrarietà alle attività petrolifere  evidenziando  come sia assolutamente insensato che il Governo pensi di fondare la propria politica energetica ed economica sullo sfruttamento dei combustibili fossili nei nostri mari dall’Adriatico al Canale di Sicilia o aumentando le servitù petrolifera in regioni come la Basilicata in cui già 2/3 del territorio sono asserviti ai trivellatori.

 

Scelte queste che possono solo mettere a rischio i delicati equilibri ambientali delle aree interessate e compromettere interi settori economici come quelli del turismo o della pesca su cui molte comunità locali fondano la loro sussistenza.

 

Il WWF da parte sua si adopererà con ogni mezzo per chiedere l’immediato stop delle autorizzazioni in attesa di una Valutazione Ambientale Strategica sui piani governativi e di un Piano d’azione nazionale per la decarbonizzazione che punti all’efficienza, al risparmio di energia e alle fonti rinnovabili garantendo un futuro all’Italia”.

 

Per il WWF bene ha fatto il sindaco di Policoro, Rocco Leone, a promuovere la manifestazione di protesta e coinvolgere anche i Presidenti delle Regioni Puglia, Calabria  e Basilicata, che hanno  espresso l’intento di impugnare i  decreti autorizzativi del Ministero dell'Ambiente che  hanno  dato il via libera alle attività di ricerca di idrocarburi.

 

Il WWF aspetta ora che gli amministratori adottino comportamenti conseguenti e coerenti e ricordano, in particolare al Presidente della Basilicata Pittella, che non ha impugnato come altre 7 Regioni il decreto legge Sblocca Italia contravvenendo alle indicazioni del suo stesso Consiglio regionale, come lo stesso impegno contro le trivelle in mare va perseguito contro le attività petrolifere in terra ferma, in quanto tutto il territorio della Basilicata merita la stessa tutela e va preservato da un assurdo assoggettamento agli interessi delle compagnie petrolifere