Campomarino, mercoledì 25 febbraio: mattina.

Così inizia la storia che vogliamo raccontarvi, fatta di amore, professionalità e sacrifici, a volte, purtroppo, vani.

Mercoledì mattina la sig.ra Giada, passeggiando lungo il litorale di Lizzano, vede una macchietta galleggiare alla deriva. Con grande stupore si accorge di una piccola tartarughina spiaggiata, avvolta da balani e alghe. La prende ed inconsapevolmente la porta a casa. Non sa bene che specie sia, sa solo che ha bisogno di cure, di quali però non  sa. 

 


Decide allora di arrangiare ad acquario una vaschetta con acqua dolce e un ripiano su cui poggiare il cibo. Solo dopo qualche giorno decide di chiamare il C.R.A.S. di Policoro ed è allora che si attivano immediatamente i soccorsi.

Più di 120 km percorsi in meno di un’ora porteranno gli operatori del Centro Tartarughe Marine dell’Oasi a recuperare un giovane esemplare di Caretta caretta in forte stato di abbattimento, dovuto probabilmente alla denutrizione e alle temperature dell’acqua troppo basse da farla riattivare. Vana sarà la corsa al Centro, vani i tentativi di portarla a temperatura ottimale. Non supererà la notte.

Sempre mercoledì mattina la capitaneria di Porto di Maruggio, allertata da alcuni passanti, rinviene un esemplare subadulto di 44 cm di lunghezza di Caretta c.. Trasferita al Comune in attesa dei soccorsi del Centro Tartarughe di Policoro, Annamarta, così battezzata, mostra una lenza lunga almeno 2 metri che fuoriesce dalla cloaca e evidente stato di denutrizione. All’arrivo dei soccorsi dell’Oasi WWF di Policoro il metaldetector, in dotazione al Centro policorese, segnala la presenza di oggetti metallici all’interno, presumibilmente ami da pesca. Nuovamente la corsa contro il tempo per raggiungere l’Oasi, ma anche lei non supererà la notte.

Il telefono continuerà a squillare quattro volte ancora, costringendo gli operatori dell’Oasi ad una corsa contro il tempo dietro l’altra, macinando chilometri che risulteranno purtroppo inutili.

Si tratta di una nuova emergenza tartarughe nel litorale di Campomarino (TA), causata presumibilmente da un evento che gli esperti chiamano Cold stanning, ovvero un abbassamento delle temperature marine con seguenti mareggiate che portano i cheloni marini, sorpresi in una fase stagionale non proprio favorevole a spiaggiare e ritrovarsi sulla riva. Tale fenomeno naturale risulta essere sempre più frequente a causa proprio del climate change di cui si parla ormai quando si pensa alle perturbazioni climatiche amplificate dall’azione dell’uomo.

La nostra storia ha però un lieto fine: Jimi, il nuovo arrivato presso il Centro Recupero Tartarughe Marine dell’ Oasi WWF Policoro-Herakleia.

Jimi, un piccolo esemplare di tartaruga marina Caretta caretta della lunghezza di 9 cm e del peso di 100g, è una delle due supersititi di sei tartarughe marine spiaggiate nel litorale salentino di Campomarino tra mercoledì 25 e giovedì 26 febbraio, a causa delcold stanning; il secondo esemplare, di 12 cm verrà affidato invece alle cure del dott. Marzano G. ed al centro di Rauccio (LE).

Molto debole e disidratata, Jimi, dopo i primi giorni di acclimatamento, si è ben ambientata cominciando a mangiare con appetito e a percorrere a “piccole pinne”la strada che la vedrà tornare presto in mare.

Rimane comunque la rabbia e la delusione per non aver potuto fare di più per le altre tartarughe marine protagoniste della nostra storia. Certo sarà l’impegno che il Centro policorese porterà avanti nel migliorare e amplificare la rete di collaborazione con le autorità competenti, in modo da rendere gli interventi tempestivi ed efficaci, evitando in questo modo che il gesto amorevole di un cittadino si possa poi trasformare nel mancato o tardivo soccorso di questi splendidi ed unici animali.