“…Passeggiavo lungo le spiagge di Policoro con la mia ragazza quando improvvisamente ho notato una macchia scura a circa 80 m dalla costa immergersi e riapparire più volte…

 

Sembra il prologo di un tragico giallo, invece è semplicemente l’inizio di un incontro ravvicinato con uno degli animali più rari che abitano il nostro Mediterraneo: la Foca Monaca.

“…incuriosito mi decido ad osservare con il binocolo: era chiaramente una foca.

 

 Mauro Belardi – oss. Tra le ore 11,10 e le ore 11,30 del 30 Settembre 2014

Si tratta del quarto avvistamento avvenuto in pochi anni  di fronte alle coste della Riserva Naturale, nonché Oasi WWF, “Bosco Pantano di Policoro”.

Lo scorso 30 Settembre Mauro Belardi, Biologo milanese in vacanza con la compagna, ha allertato il gruppo Foca Monaca Italia presso la sede del WWF Italia e il suo responsabile Emanuele Coppola, impegnato da anni in progetti di ricerca sulla specie Monachus monachus, sostenendo di aver visto non il solito esemplare sporadico ma due individui distinti giocare lungo le coste policoresi.

L’osservazione è di notevole importanza anche perché si ripete un evento già verificatosi due anni fa proprio nella stessa area, avvalorando sempre più l’ipotesi del Golfo di Taranto come Hot Spot di Biodiversità del Mediterraneo. L’osservatore è un biologo Milanese esperto di fauna Alpina e appassionato di bird-watching, che ha potuto osservare con grande dettaglio gli animali anche grazie all’utilizzo del suo binocolo.

 

“Stando alle nostre osservazioni – prosegue Coppola– le foche monache si sono più volte riprodotte in quest’area negli ultimi anni e questa certezza era già stata da noi certificata grazie all’analisi delle numerose immagini fotografiche relative alla prima segnalazione risalente al mese di Maggio del 2002.”

 

La mattina del 30 settembre alle ore 11,10 i due erano le sole persone presenti sul tratto di spiaggia situato presso la foce del fiume Sinni, un’area naturale incontaminata e del tutto priva di insediamenti umani, che si estende per alcuni chilometri proprio di fronte al bosco di Policoro.

Il binocolo è stato decisivo per l’identificazione del primo esemplare che è emerso, con la sagoma scura e tondeggiante della testa, numerose volte nell’arco di circa 20 minuti, ad un centinaio di metri dalla linea di costa.

Contemporaneamente un secondo esemplare, notato in prima istanza dalla compagna del biologo a soli cinque metri di distanza dagli osservatori, si faceva vedere in tutta la sua lunghezza per due sole volte, rivolgendo il suo sguardo incuriosito verso gli osservatori sulla spiaggia, altrettanto incredulidi poter assistere ad un simile spettacolo.

 

“Questa nuova segnalazione – spiega Emanuele Coppola– conferma quello che ci è già noto da tempo e cioè che vi sia un nucleo vitale di foche monache nel golfo di Taranto.”

 

 

La ricerca condotta da anni dal Gruppo Foca Monaca, volta a seguire e possibilmente “favorire” il ritorno della foca monaca nel Mediterraneo centrale dove la specie era ritenuta del tutto estinta, prosegue incessante e si configura piuttosto come la composizione di un grande Puzzle.

Ogni singolo tassello è accuratamente raccolto, controllato e inserito nella sua giusta posizione a ricomporre correttamente il quadro di insieme.

Per il gruppo di Ricercatori e collaboratori dell’Oasi questo nuovo incontro è semplicemente la conferma che la Riserva Regionale Bosco Pantano e l’Oasi al suo interno rappresentino una delle Zone Costiere più ricche e importanti per la biodiversità non solo terrestre ma anche marina.