E' iniziata con una "amara" sorpresa la stagione di ritrovamento delle tracce di tartaruga marina per il Centro Recupero Tartarughe Marine di Policoro.

Ieri 25 giugno, in località Maruggio (TA), il sig. Donato, bagnante delle spiaggia in prossimità della Tenuta D'Ayala, solerte osservatore, ha notato delle orme sospette e immediatamente allertata la Capitaneria di Porto e i responsabili del Centro Tartarughe di Policoro si è disposto a presidiare il possibile nido di Caretta caretta.

Arrivati sul luogo nelle ore più calde insieme ai collaboratori del WWF Taranto e ai volontari di Legambiente Maruggio, la dott.ssa Ottone e il dott. Cirelli hanno provveduto a coordinare le opere di protezione dell'area con gli uomini della Capitaneria di Porto di Maruggio.

Effettivamente si trattava di una traccia di Tartaruga Marina, ma come è noto ai tecnici ed esperti del mondo dei Cheloni marini esistono 3 tipologie di tracce: 

1) Visiting Track, ovvero una falsa traccia, ove la tartaruga ha provaqto a risalire la spiaggia ma, probabilmente disturbata, si è recata nuovamente in mare; 

2) Digging Track. la traccia composta da tentativi di scavi, in cui l'animale ha provato a creare le condizioni per deporre, ma sondando più volte il terreno, non ha riscontrato le giuste condizioni per l'incubazione e ha ripreso il suo tragitto verso mare;

 3) Nesting Track, la vera traccia di deposizione, in cui ci sono tutti i presupposti per la tartaruga marina di deporre le uova. In quest'ultima traccia è sempre evidente una spianata, più o meno ampia, in cui la sabbia risulta "appiattita", chiaro segno del movimento di copertura del nido da parte della Femmina adulta di tartaruga marina.

Stavolta però i ricercatori e collaboratori dell'Oasi WWF di Policoro si sono trovati a dover ragionare con estrema calma prima di determinare l'esatta definizione della traccia: una "digging track" di oltre 23 m di lunghezza, creata da un animale di almeno 90 cm di larghezza e oltre un metro di lunghezza. Nonostante lo sconforto per la notizia, tutti i gruppi di lavoro si sono nuovamente mobilitati per continuare nelle attività di monitoraggio delle spiagge.

E' noto infatti che la stessa femmina adulta potrebbe aver deposto la stessa notte in un altro luogo vicino o aver atteso il giorno successivo per farlo e comunque, poichè la specie Caretta c. depone circa 3 nidi nella stessa stagione tra 14 giorni, tempo necessario alla maturazione delle nuove uova, si farà viva in un'area limitrofa, perciò tutti al lavoro, per la conservazione della specie e per contribuire alla salvaguardia del Golfo di Taranto, noto per essere estremamente antropizzato, ma ancora oggi scrigno di Biodiversità per l'intero Mediterraneo.