Dal 1 gennaio 2016, per effetto della Riforma "Delrio" (l.65/14) e successivamente dal DR 49 del 27/10/2015 per cui la provincia di Matera ha subito un riassetto delle proprie funzioni istituzionali e non disporrà di altre risorse finanziare se non quelle strettamente vincolate, i diversi Centri Recupero Animali Selvatici della Basilicata cesseranno le proprie funzioni in quanto, citiamo,  "...il contributo a favore del recupero della Fauna Selvatica per l'anno 2016 non potrà essere finanziato da questo ENTE per cui il servizio si intende cessato".
Certamente disdicevole ciò che sta accadendo in questi giorni ... o con più esattezza da 1 mese!
In attesa che avvenga il trasferimento di risorse dalla Regione Basilicata alla  Provincia di Matera, i quattro C.R.A.S. della nostra Regione resteranno chiusi al recupero della fauna protetta.
Certo sarebbe auspicabile che fatta la legge le corrette misure vengano immediatamente attuate e il problema creato alla comunità risolto. Eppure, come ormai è noto nella nostra "Civile Nazione", questo non accade. 
Certamente una volta approvata la delibera i nostri amministratori troveranno subito una soluzione alla gestione delle centinaia di animali stabulati in ogni singolo Centro Recupero. Ma questo ancora non avviene. Nonostante siano però trascorsi 30 giorni pieni dall'entrata in vigore della nota consegnata ai CRAS Materani dalla Provincia, nessuna soluzione è stata promossa dalla Regione e tutto è continuato come se nulla fosse accaduto. Nel frattempo ogni giorno cibo, terapie e cure di ogni genere vengono ugualmente somministrate agli animali, a chi naturalmente è troppo debole per potersi "Ribellare" e "Incapace" di capire cosa stia accadendo. Ovviamente tutto ciò con il sacrificio e la passione di chi ha scelto "l'ingrato" compito di tutelare e conservare il "PATRIMONIO INDISPONIBILE DELLO STATO"(DL 157/92 art 1 "La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale. » ) per cui ogni Regione deve adoperarsi per tutelare la fauna selvatica. Naturalmente parliamo di ingrato perchè "qualcuno lassù" non sembra averne compreso il valore e i sacrifici. Certo è che, fin quando non sarà tutto nuovamente regolamentato ed autorizzato, oltre a non ricevere i finanziamenti, che ci teniamo a precisare RIDICOLI in quanto non utili nemmeno a coprire le spese dell'elettricità di un anno solare, i Centri Recupero Materani, da quasi 20 anni impegnati nel recupero del patrimonio indisponibile dello stato, non disporranno delle autorizzazioni necessarie a svolgere il proprio compito.
Pertanto come si dovranno comportare i cittadini non avendo i propri Centri disponibili? Non potranno detenere animali selvatici perché illegale, ma non potranno consegnarli perché non esisteranno Centri. Di conseguenza lo consegneranno alle forze dell'ordine che, non essendo in grado di gestirli li porteranno al primo Centro Recupero disponibile, ma allora???
I nostri responsabili, come anche i responsabili degli altri centri di recupero, cercheranno comunque di dare continuità a questo servizio, con "sacrifici" personali e mettendo a rischio la propria Professionalità, mantenendo attivo il soccorso grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine (Comando dei Vigili Urbani, Corpo Forestale e Guardia Costiera, che hanno comunque "regolamentato" la consegna di animali al centro recupero prendendo visione della nota della Provincia, destinando al solo CRAS di Policoro 3 esemplari di poiana e un esemplare di  tartaruga marina). Ma che fine faranno invece gli animali che non potranno essere consegnati?  Dove andranno gli animali attualmente ricoverati a San Giuliano e Policoro? Nessuna risposta è ancora pervenuta, nonostante richieste protocollate e numerosi incontri con le istituzioni, ma nonostante ciò ci auguriamo che questa situazione si risolva al più presto, evitando che il lavoro e i sacrifici di venti anni di tutela del patrimonio faunistico nazionale svaniscano nel nulla, continuando a lottare per i nostri amici animali e per le ricchezze naturali del nostro territorio.