Doveva essere una manifestazione per la vita del Nostro Mare, tutti uniti contro le Trivelle e la distruzione del già martoriato territorio meridionale, ma ancora una volta la strumentalizzazione politica e la scelleratezza dell'uomo hanno avuto la meglio. 

Si è conclusa tra i fischi la manifestazione indetta e organizzata dal Sindalo Leone di Policoro, una bella pensata certamente quella di radunare i presidenti di 3 Regioni, i Sindaci dei Comuni Costieri di Puglia, Calabria e Basilicata e comitati ed associazioni, senza bandiere o colori ma tutti uniti sotto lo stesso senso di appartenenza di un territorio meraviglioso. Cultura, Natura, Cibo, questi i tesori di un Golfo immaginato solo di Petroliere e discariche, Ilva ed ENI, ricordato nelle cronache nere per le morti bianche. Naturalmente pochi hanno compreso il gesto, seppur tardivo, del Primo Cittadino policorese che dopo essere stato insultato insieme agli altri rappresentanti delle regioni meridionali ha lasciato il palco tra i fischi di una platea a dir poco sconcertante. Oggi era certamente l'occasione per dare un segnale: salviamo il nostro mare.

Eppure tra tanti schiamazzi e urla la pace è tornata con l'arrivo di Giusy, la Caretta caretta liberata dagli operatori e ricercatori dell'Oasi WWF di Policoro che con i ragazzi dei Campi Cetacei e Tartarughe hanno voluto lanciare l'unico messaggio possibile in mezzo a tanta balordaggine: ridiamo Vita al Nostro Mare, liberiamolo dalle trivellazioni.

Grazie Giusy e grazie a tutti coloro che hanno ugualmente deciso di condividere quel momento stupendo con noi.