Ieri 12 ottobre ennesimo drammatico ritrovamento da parte dello Staff veterinario dell’Oasi WWF Policoro.

Già nelle ultime settimane con la ripresa delle attività di pesca dopo il fermo biologico di metà settembre si erano riscontrati altri 3 ritrovamenti nella costa metapontina, tutti decessi attribuibili all’intensa attività di pesca a strascico o a palangrese che affligge questa porzione del Golfo di Taranto.

Stavolta però, come accertato dalla Dott.ssa Ottone per mezzo di esame diretto della cavità orale, la causa di morte è da attribuire all’ingestione di oggetti estranei che hanno ostacolato la normale attività respiratoria dell’animale, portandolo al soffocamento.

Si tratta di un pezzo di plastica probabilmente appartenente alle buste nere che si utilizzano per i sacchi della spazzatura, come poi evidenziato dalle foto, che l’animale ha ingerito erroneamente. I dati della pesca documentano circa 50.000 esemplari di tartaruga marina rinvenuti morti nel 2011, il 50% delle quali è dovuta all’attività di pesca, mentre al secondo posto troviamo proprio l’inquinamento, in particolare il “plastic debris” ovvero l’inquinamento dovuto alla presenza di detriti di materiale plastico in mare. Proprio le buste di plastica vengono ingerite erroneamente dalle Tartarughe che scambiandole per Cnidari, cibo preferito, ne fanno un solo boccone.

Dopo aver effettuato il prelievo di campioni biologici (cute, muscolo, balani) come da protocollo, l’esemplare di 30 cm di CCL (Carapax Curve Lenght) e 20 kg di peso, dopo intervento delle autorità competenti, è stato trasferito all’azienda addetta allo smaltimento di rifiuti speciali per il processo di termodistruzione a cui sono soggetti questi animali.

Non è certo il primo ritrovamento di esemplari spiaggiati a causa di ingestione di plastica e purtroppo questi episodi, almeno per quanto riguarda il litorale metapontino, sembrano essere in aumento proprio a causa dell’assenza di una corretta gestione del mare e delle spiagge, oltre che della poca educazione e sensibilizzazione che mostrano proprio i locali.

È per questo motivo che gli operatori dell’Oasi hanno deciso per la stagione 2014/2015 di aumentare il proprio impegno in campagne educative incentrate sulle attività di sensibilizzazione e tutela che l’ecosistema marino necessita, in quanto una delle risorse principali dell’uomo.