"Un uccello rapace si alza in volo contro – e non con – il vento" afferma Hamilton Mabie in "Passi verso la cima". Sono animali coraggiosi e fieri i rapaci, che affrontano il pericolo guardandolo negli occhi. Un'opportunità che Artemis non ha avuto: vilmente freddata alle spalle da una carabina ad aria compressa. E' stata ritrovata agonizzante nella Riserva Regionale Orientata di Policoro, lo scorso ventuno dicembre. L'ha soccorsa un bambino di nome Giuseppe che, con l'aiuto della madre, si è preoccupato di portarla al CRAS Provinciale. L'esemplare di poiana era però ridotto in pessime condizioni. Il piombino, incastrato tra le vertebre lombari, aveva completamente reciso il midollo, provocando la paresi degli arti. Lo studio balistico ha permesso di ricostruire la dinamica del fatto. E' stato visto che il piombino era quasi perpendicolare alla colonna vertebrale e leggermente inclinato verso la testa: dunque il volatile era fermo, in alto, probabilmente su un filo della luce, quando qualcuno gli ha sparato. E' evidente che non si sia trattato di un incidente, ma di un colpo mirato ad un preciso bersaglio. La sera della Vigilia di Natale, il veterinario Erika Ottone ha tentato in tutti i modi di salvare la vita alla propria paziente. Non è mancata una disperata corsa verso la clinica Artemis di Matera- in onore della quale è stato scelto il nome del rapace- gentilmente messa a diposizione dal Dott. Amendola, nonostante le festività. Tentativi vani, speranze deluse: per la sventurata poiana non c'è stato nulla da fare. Un caso clinico che tuttavia non può essere archiviato, perché oscurato da una gravosa ed oscura domanda: "Chi è stato a sparare contro la poiana, per dipiù all'interno di una riserva naturale?". La legge 157/92, che presenta l'articolo 2 per la tutela della fauna selvatica e l'articolo 3 per il divieto di uccellagione, proibisce severamente la caccia delle specie protette. Un reato maggiormente riprovevole perché avvenuto in un luogo emblema della salvaguardia degli animali. C'è qualcuno che si diverte a vestire i panni del "lupus in fabula". Bisogna poi considerare che armi pericolose, quali la carabina ad aria compressa, sono facilmente acquistabili sul mercato nazionale, anche senza essere in possesso del porto d'armi. Non si può quindi risalire al colpevole e, di conseguenza, evitare che delinqui di nuovo. Un'ulteriore domanda sorge spontanea: fino a che punto lo stato tutela gli animali selvatici? La legge è un seme che porta frutti soltanto se piantato nel terreno fertile della coscienza civile; contrariamente è destinato a restare imprigionato tra le aride pagine della legislatura. Fin quando il genere umano sarà carente di senso civico e rispetto per l'ambiente, nessuna normativa potrà del tutto assicurare la protezione della flora e della fauna. Victor Hugo diceva "Essere buoni è facile, il difficile è essere giusti!". Il poeta francese considerava la bontà come attitudine naturale dell'individuo e la giustizia come impegno civico. Dunque chi non è mosso da un senso di riguardo nei confronti degli animali, dovrebbe soltanto sforzarsi di esserlo verso la propria dignità di essere umano.

Antonella Fortunato